
Preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri. (Kahlil Gibran)
"Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi" [M. Proust]
A volte mi sorprendo a fare pensieri che iniziano con "Metti che un giorno....".
Ho trascorso il ponte del primo maggio a Roma, dai miei genitori, in quella che comunque, nonostante tutto, considero LA MIA CASA....come spesso mi accade quando mi aggiro in casa da sola, frugo un pò ovunque alla ricerca di qualche ricordo o di qualcosa che non mi capita tra le mani da tanto tempo. Mi piace vedere come i miei genitori hanno cambiato alcune cose e come altre, sebbene non viva più con loro da quasi dieci anni, siano religiosamente ancora al loro posto e nemmeno un terremoto potrebbe smuoverle da lì. Ho cominciato a rovistare tra quei pochi libri che negli anni non ho portato con me a Pisa (un pò per pigrizia, un pò perchè completamente dimenticati) e finalmente è riapparso...dopo anni e anni in cui ne avevo perdute le tracce. Sto parlando del "Valzer degli addii", quello che ritengo essere, a dispetto di cosa ne dicano in molti, il più bel libro di Milan Kundera. Sono uscita sul terrazzo della mia cameretta, un posto meraviglioso, enorme, pieno di piante ormai in fiore e pervaso dal profumo del gelsomino che in questa esplosione di primavera romana riempie tutta la casa....ho comiciato a sfogliare le pagine un pò ingiallite e sono arrivata a due punti sottolineati chissà ormai da quanto tempo e chi si ricorda per quale motivo, forse solo perchè mi avevano colpito (il primo è il titolo del post, il secondo passaggio è il seguente:).........











